“Un’ecatombe”.

È così che Lorenzo Burzumatti ha definito l’ultima ordinanza della Governatrice della Calabria.

”Sono a rischio più di 50.000 di posti di lavoro a nero”.

Ed è nero anche lui, il rappresentante sindacale dei vocalist calabresi, oltre 15.000 animatori che al ritmo di “Chi non alza le mani non tromba fino a domani” tengono in piedi un settore tra i più trainanti dell’economia calabrese.

Quello delle feste in spiaggia e nei lidi.

Un comparto sul quale si abbatte come una mannaia la chiusura delle discoteche voluta da Jole Santelli dopo la recrudescenza dei casi di Covid.

50.000 tra pr, dj set, dj resident, dj sunset, organizzatori, vocalist, buttadentro e buttafuori che rischiano adesso di rimanere sulla battigia.

Tramonta così il mito di ballare rispettando il distanziamento sociale.

Era impossibile, d’altronde, partecipare a feste in spiaggia stanno ognuno a due metri di distanza.

E per evitare il peggio, vista anche l’irresponsabilità di taluni organizzatori che staccavano tagliandi a più non posso, che adesso tutte le discoteche calabrese sono costrette a fermarsi.

Costringendo migliaia di giovani a trovarsi un lavoro vero.