#iorestoacasa

E che vuoi, l’applauso?

In Calabria siamo dei professionisti della pigrizia domestica, ecco quindi le 10 cose da fare assolutamente adesso, in questo periodo di quarantena imposto dal coronavirus:

  1. Abbuffarsi come se non ci fosse un domani. Effettivamente non sappiamo come andrà a finire, nel dubbio carrichiamoci tutte le riserve di capocolli e sopressate perché, se mai dovessimo venire a mancare, andrebbero a male. Ed è peccato.
  2. Chiamare l’amico a cui da una vita promettiamo “Una sera di queste organizziamo!” Ebbene sì, quella sera non è mai arrivata, alla fine, come ampiamente previsto. Però un aggiornamento sui dati o su sciagure assortite non dispiace mai, per cui una bella telefonata per far impennare il panico facciamola senza paura!
  3. Leggere almeno un libro di Bruno Vespa tra quelli che ostinatamente ci regalano a Natale. Stanno sempre lì, in cima all’unica pseudo-libreria di casa. Tutti colorati e caratterizzati da titoli improponibili, legati alla cazzata politica del momento in cui sono stati scritti. Nessuno li ha mai letti, ma forse è la volta buona per apprendere qualcosa in più sull’inciucio tra D’Alema e Berlusconi o sulle prospettive politiche del Trota.
  4. Suonare la chitarra che abbiamo in cantina. Non è nostra, ma di qualche compare che una volta ha partecipato a una nostra grigliata, ha esagerato col Cirò e si scordau ‘a chitarra. Lei versa lì, in condizione disperate, le sta crescendo il muschio all’altezza della quarta corda. Forse è arrivato il momento di strimpellare almeno “Non è Francesca”, sai mai che dovessimo sopravvivere fino all’estate.
  5. Imparare a usare davvero Office. Basta continuare a inserire la “perfetta conoscenza del Pacchetto Office” tra le skill del cv! In realtà sapete usare Word (anche se quando è il momento della “e” accentata maiuscola sono dolori), ma Excel rimane un mistero per pochi eletti e utilizzate Power Point come un Word con le immagini. Invece di chattare con gente che non prova per voi gli stessi sentimenti, buttatevi sulla tastiera.
  6. Riordinare le foto dell’adolescenza. Vi fanno orrore, non vorreste mai aver vissuto “l’età ingrata” che sta tra i 13 e i 16 anni, ma adesso è il momento di aprire gli archivi: fuori le foto con la felpa dei Chicago Bulls e i capelli a spazzolone o quelle della cresima con un completo lucido vastaso approvato solo dallo zio tamarro! Riguardarle e riordinarle è un’occasione per fare pace col passato. Proviamoci.
  7.  Buttare le tute acetate. Vi tengono compagnia da quando in TV davano “Willy, il principe di Bel-Air” o “Bayside School”. Hanno superato tutto: l’11 settembre, diverse zite, il federalismo fiscale, Elettra Lamborghini a Sanremo. Utilizzate per scopare, dormire, fare la spesa e persino la tesi di laurea. È giunta la loro ora, senza rancori.
  8. Ammettere in chat l’esistenza della ‘ndrangheta. Voi la odiate, la considerate il cancro della Calabria che coronavirus levati proprio! Eppure nei gruppi WhatsApp con gli amici non vi sbilanciate, dicendo che “i problemi principali sono altri” o “con tutti i problemi che abbiamo” o “la colpa è innanzitutto della politica”. Ma basta! Ditelo che è una merda e liberatevi senza timori.
  9. Provare a ballare la tarantella per davvero. Il salotto si può trasformare nella pista da ballo che avete sempre ammirato, ma all’interno della quale non vi siete mai tuffati. Essere calabresi vuol dire saper ballare la tarantellazza bestiale che illumina le notti estive della costa jonica. Ma questo è un presupposto non sempre suffragato dai fatti. Un po’ per imbarazzo, un po’ per incapacità fisica, avete più volte schivato la tarantella ai matrimoni o nelle sagre di paese. È il vostro momento, cercate su YouTube qualcosa di veramente animalesco tenutosi magari in piazza a Badolato e in salotto volate sulle note dell’allegria.
  10. Stimare i parenti per gli aspetti positivi che devono pur avere. Li avete sempre considerati una cambiale o l’aspetto più indigesto delle feste comandate. Invece i vostri parenti, persino i cugini, hanno aspetti positivi che piano piano affioreranno alla mente se ci pensate. Superato l’impatto istintivo che trasmette pulsioni di fastidio, si può persino scoprire qualche sprazzo di affetto. Mettetecela tutta.