L’emergenza coronavirus costringe i calabresi a una durissima convivenza domestica. Mariti ridotti a stare “con due piedi in una scarpa” e umiliati in collaborazioni casalinghe che portano a lavare i piatti o muovere un dito.

Troppo.

Tantissimi uomini non stanno reggendo all’onda d’urto emotiva ed è partita quindi una petizione sul Web per attivare un numero verde. L’obiettivo? Evitare il confronto con la moglie ed essere informati, da operatori terzi, sul menù della cena.

Una volta si poteva arrivare a casa con la scusa di essere stanchi e ci si poteva limitare a sbracarsi sul divano in comoda e informata attesa del pasto serale.

Adesso, dopo una giornata passata con la coniuge che non ne fa passare una, la cena è l’ultimo incubo e anche le voglie pazze di soppressata o sugo con le spuntature vengono sopite dalla prospettiva del confronto.

Da oggi, chiamando l’166.166 e conti fino a 6 sarà possibile ricevere da un operatore, cordiale e disinteressato, tutti i dettagli sul pasto organizzato a casa propria. Le mogli dovranno infatti preventivamente informare i presìdi della Protezione Civile per evitare che troppo cibo vada sprecato.

Un’autentica liberazione!” – dichiara Pietro Stillinò che preferisce rimanere anonimo “Non pozzu m’a viju, mia moglie è il peggior effetto collaterale del coronavirus. Lo spiego io ai cinesi!”