Una crispella, poi un’altra, poi un’altra ancora.

E la Festa dell’Immacolata che quest’anno cade di domenica, giorno deputato da sempre alle fritture.

E quindi che fai? Accanto alla padella delle crispelle, non ne aggiungi una dove friggere le polpette?

E però poi gli invitati a pranzo aumentano e le richieste di moltiplicano: chi vuole le crispelle con le alici, chi con lo zucchero, chi pomodori secchi e ricotta.

Le padelle sul fuoco allora diventano tre, nel quarto fornello c’è l’acqua per la pasta. Qualcuno aggiunge un fornellino portatile, la zia al piano di sotto dice che forse è il caso di scendere e mettere anche lei qualcosa sopra.

Ed è così che in breve tempo e senza volerlo, una famiglia calabrese si è ritrovata titolare di un’azienda agro-alimentare leader nel settore.

Continuando a friggere a oltranza, a ciclo continuo.

L’azienda che attualmente conta 14 dipendenti tra parenti e amici impegnati ai fornelli, non si pone limiti.

”Rimaniamo un’impresa a conduzione familiare, anche se abbiamo appena richiesto una fornitura di 16 mila litri d’olio”.

“La nostra forza è questa: friggere per amore, cucinare come se non ci fosse un domani”.

Commenta Pino, il capofamiglia, e a noi non resta che applaudire a questo bell’esempio di imprenditoria calabrese.